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Stefano Roffarè

Stefano Roffarè, 20 anni di Skiroll con lo Sci Club Montebelluna


Stefano Roffarè quest’anno raggiunge un traguardo storico, ossia i vent’anni ininterrotti di tesseramento con lo Sci Club Montebelluna per quanto riguarda la stagione estiva dello skiroll.

Ha iniziato la carriera skirollistica nelle file dello Sci Club nel lontano 1993, all’età di 18 anni quando faceva ancora parte della categoria Juniores, correndo al fianco di gente come Marco Andreoli, Stefano Corti, Omar Peruzzo ed altri fortissimi atleti Junior che spesso erano in grado di tener testa al da sempre leader della disciplina Alfio Di Gregorio.

Ricordiamo che in quegli anni questa era la categoria più agguerrita e numerosa che in alcune gare vedeva al via circa 30 atleti e nonostante tutto Stefano più volte si è messo in luce. Miglior risultato ottenuto, nel 1995 nella teutonica Bolzano, il titolo di Campione Italiano Junior Staffetta assieme all’indimenticato amico e compagno di allenamenti Luca Olivato, sbaragliando un parterre di staffette provenienti dalla Lombardia fino alla Sicilia.

Poi il passaggio alla categoria Seniores, ed anche qui ha ottenuto risultati di prestigio, collezionando numerosi piazzamenti entro i primi 10 nelle competizioni di livello nazionale e raggiungendo nel 2009 il quinto posto assoluto nella classifica finale di Coppa Italia.

Atleta grintoso nonostante la sua corporatura asciutta, è sicuramente uno degli skirollisti più forti a livello italiano nelle gare pianeggianti o in percorsi misti grazie anche ad una tecnica elegante, ma si difende bene anche nelle gare in salita sia in tecnica classica che in tecnica libera anche se, come ripete da anni, preferisce le gare in piano o miste e quindi è molto difficile vederlo alla partenza di una gara in salita.

Amante della velocità, dalle mitiche Vespe elaborate alla rombante 500 Sporting fino alla BMW coupè da 200 cavalli, oltre ad un grande atleta è un grande uomo squadra capace di alleviare sempre la tensione e di rendere meno noiosi i lunghi viaggi con le sue battute e le sue imitazioni!

Speriamo continui a correre con il nostro Sci Club per altri 20 anni e più!

  1. Come mai hai iniziato a praticare lo skiroll?

Per colpa dell’ex compagno di squadra Giovanni Giacometti!...che ora ringrazio pubblicamente.

A parte gli scherzi, cominciai autonomamente ad allenarmi sistematicamente sul Montello a partire dal Settembre del 1992 con l’obiettivo di prepararmi per i campionati provinciali di sci nordico di Marzo sul Passo S. Pellegrino. Quando inaspettatamente vinsi il titolo di campione provinciale junior di sci nordico, Giovanni volle a tutti i costi che mi iscrivessi con lo Sci Club Montebelluna. Scoprii che esisteva un calendario gare estivo e che ci si poteva allenare finalizzando la preparazione proprio per lo skiroll (cosa strana per quei tempi, in cui tali attrezzi erano visti solo come mezzo di allenamento, spesso noioso, per lo sci).

I primi anni sono stati bellissimi: assieme ai compagni di squadra Giovanni Giacometti, Luca Olivato, Simone Buziol e altri (e altre!…) svolgevamo allenamenti presso una pista di go-kart a Busta, recandoci con uno scassatissimo pulmino Volkswagen (stile terroristi di “Ritorno al futuro”). Skiroll-spettacolo e goliardate erano all’ordine del giorno, anche in occasione delle numerose trasferte dei fine settimana. L’atmosfera di spensieratezza e divertimento, unita al fatto che tutti nello Sci Club mi hanno dato sempre una mano e fatto sentire “in famiglia”, ha posto solide basi per il proseguimento di questo sport.

  1. Qual è la gara che ricordi con più piacere?

Agonisticamente, la gara di Pellegrino Parmense (Parma) del 2007 dove vinsi davanti a 30 partecipanti e con assoluta sorpresa: il percorso di 14 km in leggera salita ondulata non sembrava infatti favorirmi. Col passare dei chilometri si creò una selezione progressiva per cui agli ultimi 2 chilometri sono rimasto in compagnia del solo Giuseppe Frigerio (che mai avevo battuto) superandolo di un solo centesimo di secondo nella volata finale. Obbligatorio festeggiare offrendo ai compagni del pulmino-spedizione una coppa gelato nella vicina Salsomaggiore Terme: e pensare che questa gara non la volevo nemmeno fare...colpa questa volta del persuasore Alessio Berlese!...Grazie!

Dal punto di vista dell’esperienza invece, ricordo con piacere la prima volta che partecipai nel 2006 alla gara di Villa Celiera (Pescara): mi presentai, da solo, in zona arrivo, 2 ore prima della partenza. Conobbi uno dei partecipanti/organizzatori del posto (il grande Domenico Vespa) e nel giro di mezz’ora mi ritrovai in cucina con i suoi anziani genitori in un’atmosfera da Sora Lella e Aldo Fabrizi, coinvolto in un serratissimo pranzo Luculliano: dire di no era VIETATO. Antipasto di insaccati tipici, 3 etti di carbonara, una ventina di arrosticini, formaggi locali, pane fatto in casa (Domenico era il fornaio del paese) e torta alla ricotta sono solo alcuni degli alimenti di cui ho un ricordo…inutile dire poi come è andata la gara…Da quella volta in poi, sono tornato ogni anno per ritrovare il calore della gente, il valore delle tradizioni e un panorama che permette di vedere, in un sol colpo d’occhio, il mare di Pescara e la neve della Maiella.

Altre belle gare: l’Engadina skirollistica da 42 km del 2009, in cui arrivai sesto a pochi secondi dal fortissimo vincitore Andrej Kukrus (splendida la discesa da settanta all’ora!), la Monfalcone-Trieste del 2009 con vista sul mare lungo i 32 Km (secondo), i Campionati Nazionali Austriaci del 2010 sul tecnicissimo autodromo di Salisburgo (terzo di categoria sui 50 km) e da ultima la quarta prova di Coppa Italia del 2003 con uno splendido percorso in circuito proprio nel centro di Brunico (riuscii ad arrivare assieme ai forti Pertile, Bianchi e Kargruber).

  1. Com’è cambiato, secondo te, lo skiroll in questi anni?

Semplicemente, non è cambiato. Purtroppo lo skiroll, negli ultimi vent’anni, è rimasto uno sport di nicchia con un basso numero di atleti partecipanti ed un’ancor più ristretto manipolo di atleti professionisti. Negli anni ottanta sembrava potesse svilupparsi, forte anche del fatto che parecchi atleti nazionali del fondo partecipavano alle gare, ma a partire dagli anni novanta si è assistito ad una contrazione del movimento e ad un impoverimento organizzativo. Valorizzazione di gare con partenza in linea in circuito cittadino o di granfondo come quelle sopraccitate (eventualmente in concomitanza con gare podistiche o di pattinaggio con cui condividere organizzazione e chiusura del percorso) potrebbero dare una mano alla visibilità di questo sport e innalzare il numero di partecipanti (come già avviene nelle granfondo di sci che hanno un successo strepitoso a confronto delle ormai disertate Coppa Italia o gare regionali in cui si è costretti a girare su piccoli e noiosi anelli di qualche chilometro).

  1. Preferisci lo sci  nordico o lo skiroll?

Amo entrambi. Lo sci per i paesaggi e l’atmosfera immacolata che solo la neve può dare.

Lo skiroll per il gesto tecnico, che a seconda dei periodi, è di alcuni anni in anticipo rispetto allo sci e regala sensazioni di forza, esplosività e potenza “a tutto corpo” sconosciute a tutti gli altri sport.

  1. Quali sono i tuoi obiettivi per la stagione che sta per iniziare?

Divertirmi il più possibile nelle poche (purtroppo) gare in piano e misto che l’inizio di stagione propone.