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Cos'è lo sci e lo sci alpino

Cos'è lo sci?

Lo sci è un attrezzo lungo e piatto indossato ai piedi per aiutare a scivolare sulla neve. In origine è nato per aiutare gli spostamenti nelle regioni nevose mentre attualmente è utilizzato per scopi ricreativi e sportivi.
Lo scorrimento sulla neve avviene grazie al calore prodotto dall'attrito con la pressione esercitata dallo sci, che scioglie la neve sotto lo sci formando un sottile velo d'acqua. Per questo, se il fondo dello sci è congelato, non scorre sulla neve fino a che non viene asportato il ghiaccio. Per alzare il punto di congelamento dell'acqua sotto lo sci, sono utilizzate delle cere, la sciolina.

Un po’ di storia

I primi indizi dell'esistenza degli sci si riscontrano su alcune antichissime pitture rupestri della località di Rodoy, in Norvegia, che risalgono a 4500/5000 anni fa. Resti di sci sono stati rinvenuti anche nelle torbiere; i più antichi sono quelli di Hoting, in Svezia, e sono datati all'incirca 4500 anni.
La parola sci deriva dall'antico norvegese e, precisamente, da due vocaboli antichissimi: "saa" e "suk" che indicavano l'attrezzo, ossia il pezzo di legno; nella lingua norvegese moderna si scrive "ski" e si pronuncia "sci", termine che oggi viene usato in quasi tutte le lingue del mondo. L'inglese e il francese usano la grafia originale "ski", e modificano la pronuncia; tedesco e spagnolo hanno adattato la parola alle loro regole linguistiche; "schier" e "esquis". Interessante è notare che molte lingue ne hanno ricavato un verbo: "sciare" in italiano, e "to ski" in inglese, cosa che non è possibile in norvegese; lo svedese, lingua strettamente legata al norvegese, ricorre al vocabolo "skidor".
Altre fonti storiche sostengono che lo sci in Iran risale al 2000 AV, epoca in cui pare che antiche tribù abbiano ricavato degli sci utilizzando pelli di animali. I linguisti associano la parola "ski" alla lingua ariana, dalla quale deriva il persiano.

La teoria dell’origine

Gli sci possono aver avuto origine dai seguenti sei attrezzi:
  • la racchetta da neve, una asse di legno di forma ovale, rivestito successivamente di pelo di animale, per camminare sulla neve senza affondare.
  • il pattino della slitta potrebbe sembrare un modello scontato per gli sci, anche se è un'ipotesi poco attendibile.
  • la scarpa di pelo, una via di mezzo tra il mocassino ed il sandalo, calzata insieme alle racchette da neve.
  • la calzatura per camminare nelle paludi, in seguito adottata anche nelle zone nevose e tra i ghiacciai.
  • la canoa o l'imbarcazione in vimini, entrambe utilizzate nelle regioni artiche fin dall'antichità. Essendo usate anche come slitte, è probabile che quelle di piccole dimensioni siano servite come sci rudimentali.
E' molto improbabile, invece, che gli sci siano un'invenzione intenzionale. Il pelame che ricopriva gli sci permetteva di spostarsi quasi senza far rumore, impediva di scivolare e che la neve si appiccicasse e, serviva a rinforzare gli sci, spesso sottili.

I prototipi di sci

In varie regioni, ed all'incirca nello stesso periodo, sono stati rinvenuti diversi esemplari di sci; sembra, però, che l'invenzione originaria sia da attribuire alla popolazione delle regioni montuose dell'Asia, un'ipotesi mai verificata.
Nel nord Europa e nell'Asia esistono tre diversi tipi di sci:
  • il modello della Siberia orientale consiste in un asse sottile, talvolta rivestito di pelo di animale, munito di un attacco verticale a quattro fori.
  • il modello della Siberia occidentale è provvisto di un attacco orizzontale con un foro unico, e si distingue nei tipi ugro-lappone e del centro-nord
  • il modello della Siberia meridionale ha un attacco orizzontale per il puntuale e si distingue nei tipi Fennoscandian e russo del Baltico.
Gli attacchi degli sci attuali si rifanno al modello Fennoscandian del XIX secolo, mentre quello della tecnica Telemark e dello sci di fondo dal modello ugro-lappone.

Costruzione

Gli sci in origine erano costruiti con tavole ricavate da un singolo pezzo in legno. Attualmente sono costituiti da un complesso assemblaggio di materiali tra cui fibra di vetro, kevlar, titanio o materiali composti, e nei modelli commerciali il legno è meno utilizzato per le sue caratteristiche di anisotropia che ne aumenta i costi di produzione. Il collegamento tra sci e piede dello sciatore avviene mediante l'attacco posto sullo sci e lo scarpone da sci.
Gli sci utilizzati per il fondo (il cosiddetto Sci Nordico) sono molto più sottili e leggeri, hanno inoltre punta maggiormente incurvata verso l'alto per evitare che lo sci penetri nella neve.
Negli sci da discesa (Sci Alpino) le punte sono meno pronunciate e gli sci sono molto più larghi e spessi, oltre che più pesanti. Montano sui bordi della soletta (la parte a contatto con la neve) delle lamine in acciaio, che permettono allo sci di tenere in curva, specialmente su nevi dure e ghiacciate. La lunghezza degli sci è determinata dalla tecnica utilizzata e anche dalle caratteristiche fisiche (peso e altezza) e tecniche dello sciatore.

Tipi di sci da discesa

Sci carving
Per lo sci alpino, fino alla metà degli anni 90, gli sci erano lunghi e perfettamente dritti. Oggi si usano sci sciancrati cioè dalla forma parabolica: stretti al centro e più larghi in punta e coda. Sono i cosiddetti sci carving. Disponendo lo sci in taglio sulla neve, lo sciatore cambia direzione seguendo la traiettoria che la sciancratura dello sci preimposta, compensando con una inclinazione del corpo anche molto accentuata verso l'interno della curva; questa è la curva carving. Lo stile di discesa carving si è diffuso sul finire degli anni novanta e deriva dalla tecnica utilizzata con lo snowboard. Ha portato ad un'accentuazione della sciancratura per facilitare le curve ed aumentare il divertimento dello sciatore. Negli anni si sono accentuate le differenze con le tecniche di discesa più tradizionali (sliding). L'attacco dello sci blocca saldamente i piedi sulla punta e sul tallone. Come misura di sicurezza vi è un meccanismo dotato di un sistema a molle tarati in modo da sganciarsi in caso di sforzo eccessivo. Gli attacchi più moderni utilizzando un sistema di molle regolabili secondo una scala DIN per far si che la forza applicata alle giunture come le ginocchia, in caso di caduta, non superi determinati valori, oltre i quali gli attacchi sganciano gli sci dagli scarponi, minimizzando cosi il rischio di lesioni alle ginocchia.

Sci a doppia punta
Già negli anni '70 si era diffusa una disciplina di sci acrobatico che utilizzava sci corti e morbidi. Alla fine degli anni novanta, ha iniziato ad affermarsi il freestyle; si sono diffusi sci a punta rialzata su entrambe le estremità che permettono di sciare all'indietro, fare salti all'incontrario ed atterrare dopo aver fatto acrobazie aeree. La coda rialzata diminuisce la pressione applicata sulla parte posteriore e quindi si esce dalle curve prima che con gli sci normali. Gli sci a doppia punta sono più larghi di quelli normali, sciancrati e costruiti in un materiale più flessibile per attutire gli atterraggi. Gli attacchi sono posti in posizione centrale per migliorare il bilanciamento e sono più bassi per facilitare lo scorrimento laterale. La popolarità del freestyle ha spinto la costruzione di parchi adatti, detti snowpark. Questa disciplina si è diffusa soprattutto tra i giovani fra i 14 ed i 22 anni, ma ci provano anche i più anziani...

Sci alpinismo
Gli sci da sci alpinismo sono una versione modificata degli sci da discesa più leggeri e con un attacco sganciabile in modo da liberare il tallone durante la salita. Come gli sci per il fuoripista sono adatti alla neve non battuta. Per la salita si posiziona sotto lo sci la tessilfoca (in origine si usava la pelliccia di foca, ora del materiale sintetico) e si sgancia il tallone. Per la discesa si riaggancia l'attacco. Gli scarponi per sci alpinismo sono rigidi ma più leggeri che quelli da discesa.

Monosci
Il monosci è uno sci singolo largo il doppio di uno sci tradizionale e dotato di due normali attacchi. Conobbe una certa diffusione negli anni ottanta mentre attualmente conta poche migliaia di appassionati in tutto il mondo e la produzione è limitata a poche aziende. Grazie alla sua larghezza è adatto all'utilizzo in neve fresca.

Sci da telemark
Lo sci da telemark si usa per le discese o l'escursionismo con stile telemark. Ha la particolarità di aver l'attacco collegato solo alla punta dello scarpone. Lo sci da telemark è stato il primo a facilitare i cambi di direzione. è stato inventato da Sondre Norheim proveniente dalla contea norvegese del Telemark. Poiché il piede è collegato allo sci solo per la punta, occorrono sci e scarponi più flessibili di quelli normali. Le curve vengono effettuate scivolando, spingendo un piede in avanti ed abbassando il ginocchio della gamba opposta.

Fat Ski
I fat ski sono progettati per il fuoripista in neve fresca, freeride, per sciare sulla neve non battuta, dove non esistono tracciati. Questi sci sono abbastanza larghi e con un attacco robusto fatto in modo da poter estrarre con facilità i piedi dalla neve anche quando è impossibile raggiungere l'attacco con le mani. Esistono modelli utilizzati dalle forze armate addestrate a combattere anche in inverno. Questo sci è molto più largo di uno sci convenzionale, per permettere il galleggiamento sulla neve fresca.

Skiboard - mini sci
Gli skiboard sono dei mini sci sciancrati e lunghi fra i 60 e i 120 cm. Sono attrezzi dalla forma molto simile a degli sci in miniatura ma con attacco e bilanciamento centrale, permettono l'utilizzo con la tecnica degli inline skates (pattini in linea) e sono utilizzati in freestyle o freeride, in pista e fuori pista. Utilizzati in pista, richiedono una tecnica molto simile allo sci carving grazie all'arco di curva molto breve. Negli snowpark sono agevolati dalle ridotte dimensioni e peso, permettendo cosi un gran numero di evoluzioni (tricks). Si possono usare scarponi del tipo morbido, per poter cosi permettere al rider di muoversi più agilmente per effettuare cambi di direzione bruschi o eventuali evoluzioni in pista o park attrezzati. Lo skiboard ha la parte anteriore e posteriore ugualmente rialzata per poter agevolare la discesa all'indietro ed i giri a 360° a terra. Oggi sono disponibili sia con attacchi fissi (in plastica o in alluminio, a 4 o 8 fori), senza sgancio rapido in caso di caduta, che con attacco a sgancio rapido come i tradizionali sci. I primi sono molto maneggevoli e leggeri, consigliati ai riders esperti, i secondi sono più stabili e comodi da calzare, ma pesanti, indicati cosi per chi è alle prime armi o per i freecarvers che non si staccano dal suolo e risentono meno del peso. Snowable è il nome di un modello della Salomon prodotto dalla metà degli anni novanta che spesso viene utilizzato come sinonimo di skiboard: termine nato negli USA. Negli anni 80, la Kneissl produsse il Bigfoot, uno sci cortissimo a forma di piede, che ebbe successo in particolare nei paesi del nord Europa; non c'entra con il moderno skiboard, ma ha contribuito alla rottura con la rigida impostazione della scuola di discesa tradizionale.