Cos'è lo sci nordico

Lo sci nordico o sci di fondo è uno sport invernale molto popolare nei Paesi nordici, nelle regioni alpine e nel nord America.

Lo sci come mezzo di locomozione nacque dall’esigenza dei popoli nordici e asiatici di muoversi in un ambiente coperto dalla neve per molti mesi all'anno. Anche d'inverno era questione di vitale importanza procurarsi il cibo con la caccia e la pesca. Un giorno qualcuno iniziò a mettersi ai piedi cortecce, rami intrecciati in grado di sostenerlo sulla neve, consentendogli così di inseguire gli animali cui dava la caccia o raggiungere fiumi e laghi in cui pescare. Con l'andare del tempo queste rudimentali racchette da neve subirono una lenta ma costante evoluzione che le portò, soprattutto nelle regioni dove il terreno era ondulato, a scivolare in modo da rendere meno faticosa e più veloce la marcia. Nelle regioni scandinave spesso cacciatori con ai piedi lunghe assi ricurve, inseguono cervi e bisonti. Da alcuni reperti ritrovati nelle torbiere della Svezia si ritiene che si utilizzassero uno sci più corto e uno più lungo. Quello corto, ricoperto di pelle, serviva per dare la spinta, per frenare e per cambiare direzione; quello lungo serviva per scivolare in velocità. Numerose sono le testimonianze storiche che parlano degli sci; la più recente giunge dai paesi scandinavi. Attorno al 1100 il re svedese Sverre vinse una battaglia nei pressi dell’odierna Oslo grazie all'utilizzo degli sci. Nel 1520 in Svezia Gustavo Vasa, ribelle contro la dominazione danese, dopo aver cercato di fomentare inutilmente la rivolta contro gli invasori, mentre si recava in esilio fu raggiunto sul confine da due sciatori mandati dagli insorti per farlo ritornare e guidare la rivolta. Epico fu il suo ritorno da Salen a Mora dove, unitosi ai ribelli, scacciò gli invasori e fu coronato re di Svezia con il nome di Gustavo I. In ricordo di questa epica impresa nel 1922 fu istituita una gara di gran fondo, la Vasaloppet (corsa di Vasa), di 90 km che si snoda sullo stesso percorso. Fu nella seconda metà dell’Ottocento che lo sci assunse anche connotati sportivi. La prima gara di cui ci sono notizie documentate risale al 1843. Si disputò a Tromsø (Norvegia) e fu vinta da un lappone che percorse i 5 km in 29 minuti. Nel 1884 si svolse la prima gara di gran fondo sulla ragguardevole distanza di 200 km, vinta in 21 ore dal lappone Lars Tourda. Confinati sia per conoscenza sia per utilizzo nelle regioni scandinave, gli sci ebbero il loro momento di notorietà internazionale grazie all'impresa del norvegese Fridtjof Nansen che, nel 1888 compì la traversata dell’inesplorata Groenlandia, utilizzando appunto gli sci.

Ma come si scia?

Nello sci di fondo la tecnica permette di avanzare sulla neve con l'utilizzo coordinato di sci e bastoncini e durante la sua evoluzione si sono create due tecniche distinte: la tecnica classica e la tecnica libera. Esse si differenziano in base al sistema con cui si trasferisce la forza delle gambe al suolo per creare la propulsione ed entrambe le tecniche hanno poi una serie di differenti passi per poter coordinare la spinta di braccia con quella di gambe alle diverse velocità. Nella tecnica classica la spinta di avanzamento delle gambe deve essere trasferita alla neve tramite la formazione di attrito statico tra lo sci e la neve come quando si cammina o si corre sfruttando l'attrito tra la scarpa e il terreno, mentre nella tecnica libera la spinta viene trasferita tramite contrasto. In una prima fase lo sci scava un solco nella neve sulla parete del quale può appoggiarsi per permettere la propulsione in avanti come un pattino nel ghiaccio mentre per quanto riguarda la spinta laterale nei cambi di direzione, entrambe le tecniche usano lo stesso passo che trasferisce la forza tramite contrasto. La tecnica classica è regolamentata e nello svolgimento di gare riservate a tale tecnica è vietato usare i passi della tecnica libera, mentre nella tecnica libera si può fare uso anche di passi della tecnica classica.

La tecnica classica è stata l'unica praticabile fino agli anni 80. Si esegue aiutandosi con due "binari", che corrono lungo il lato della pista, questi guidano lo sci senza bisogno che lo sciatore debba correggere la loro direzione, e creano una base d'appoggio efficiente per lo sci,ma  tuttavia su salite molto ripide e per curve con un raggio troppo stretto si deve procedere al di fuori di questi. I bastoncini trasmettono la spinta degli arti superiori e si piantano nella neve per mezzo del puntale, mentre gli sci trasmettono le spinta degli arti inferiori, per permettere la formazione dell'attrito statico e quindi la fase di spinta con le gambe lo sci deve essere fermo e tutto il peso del corpo deve gravare su quello sci col quale si intende spingere.

La tecnica del pattinato o skating invece è piuttosto giovane poiché incomincia a fare la sua comparsa agli inizi degli anni 80. L’inventore del nuovo passo fu il finlandese Pauli Siitonen che cominciò ad usare questo nuovo passo che venne poi chiamato dai tecnici federali come "scivolata spinta pattinata", o "passo Siitonen".

La conferma della bontà di questo nuovo modo di progredire la diede lo statunitense Bill Koch nella stagione successiva in cui riuscì ad aggiudicarsi la Coppa del Mondo. Nella tecnica di pattinaggio gli sci non procedono nel binario, ma scorrono alternativamente, divaricati di punta, su un terreno privo di tracce e diagonalmente rispetto al senso di marcia. A differenza della tecnica classica, lo sci, durante la spinta dell’arto inferiore, è sempre in movimento, di conseguenza i tempi di applicazione della forza possono essere prolungati.  Per ottenere poi la spinta lo sci deve essere posto sullo spigolo interno e divaricato di punta in modo da creare una superficie di appoggio sulla quale fare contrasto ed imprimere quindi la forza di spinta. Il vantaggio, in termini di rendimento, è che durante l’azione di spinta dell’arto inferiore lo sci continua a scorrere nella sua direzione consentendo così allo sciatore di mantenere la velocità anche in fase di spinta. La velocità di avanzamento, per la quale si riesce a trasferire forza anche con gli arti inferiori, risulta così più elevata rispetto alla tecnica classica permettendo velocità in piano più elevate.

Vuoi vedere com’era lo sci nordico del passato? Clicca qui:

http://www.youtube.com/watch?v=aNQbQEqC5yE

 

Vuoi vedere com’è cambiato lo sci nordico nel tempo? Clicca qui:

http://www.youtube.com/watch?v=UY-EKJ__oow&feature=related